CRITTOGRAFIA INVISIBILE
La steganografia è l'arte di nascondere un messaggio segreto all'interno di una comunicazione pubblica che apparetemente trasporta tutt'altra informazione.
Su questo argomento riporto qui di seguito un articolo, pubblicato su Tuttoscienze, che ho scritto nel 1999 con il mio collega Giampietro Allasia Accorgimenti per complicare la scrittura, fino a renderla incomprensibile ai più, sono stati adottati in epoca remota, poco tempo dopo l’invenzione della scrittura stessa. Motivi diversi possono aver spinto a questa operazione: la protezione di un nome divino o magico, l’occultamento di un’informazione riservata o, semplicemente, il piacere del gioco. Nelle tombe egizie sono numerosi i casi di scrittura cifrata: la consapevolezza della forza magica della scrittura ha indotto a scrivere una parola ritenuta "pericolosa" con geroglifici volutamente mutilati, allo scopo di renderla innocua. Nell’antichità greca la crittografia viene invece usata prevalentemente per il fine pratico di nascondere informazioni di interesse militare. A Polibio, politico militare e storico del II secolo a.C., viene attribuita l’invenzione di un sistema crittografico di una certa complessità, che suscita molto interesse nell’Inghilterra elisabettiana. Naturalmente tutti i cifrari anteriori all’avvento dei calcolatori dovevano confrontarsi con la difficoltà di gestire la massa di dati e le elaborazioni necessarie in tempi ragionevoli. Viene quindi spontaneo pensare che per noi, giunti ormai ad un passo dal terzo millennio, sia cosa semplice rompere un codice crittografico antico, vista la potenza di calcolo di cui disponiamo. Ebbene, come vedremo, non è proprio così, almeno non con certi sistemi. Il primo testo stampato di crittografia fu scritto da Johannes Trithemius (1462–1516) con il titolo "Polygraphiae libri sex" e venne pubblicato postumo nel 1518. In esso vi era sostanzialmente l'idea dei codici polialfabetici descritti da Blaise de Vigenère (1523–1596) nel suo "Traitè des Chiffres" del 1586, utilizzati poi nella famosa macchina Enigma, con la quale i Tedeschi codificavano i messaggi segreti durante la seconda guerra mondiale. Mittente e destinatario devono condividere una parola chiave: supponiamo che sia "aldo". Questa parola viene ripetuta quanto basta per colmare la lunghezza del testo da mettere in cifra ed ogni lettera viene corrispondentemente sostituita. Se il testo è "guerriglia", poiché le posizioni nell'alfabeto italiano delle lettere a, l, d, o sono rispettivamente 1, 10, 4, 13, le lettere di "guerriglia" saranno spostate (ciclicamente) di 1, 10, 4, 13, 1,.. posti; dunque g diventa h, u diventa h, ecc., e alla fine "guerriglia" si trasforma in "hhihsumblm". Trithemius, nome italianizzato dell’umanista e teologo tedesco Johannes von Heidenberg, detto Tritheim, fu un personaggio molto interessante. Monaco benedettino, abate a Sponheim, vi fondò una famosa biblioteca passata in seguito a quella vaticana. Le sue opere principali trattano tutte di teologia e di storia e forniscono insegnamenti religiosi; ma egli si occupò anche di alchimia, di medicina e di parecchie altre cose. Nel 1499-1500, scrisse il libro Steganographia (scrittura nascosta), che circolò a lungo in forma manoscritta. Stampato nel 1606, venne poco dopo iscritto nell’Index Librorum Prohibitorum in quanto "pericoloso e colmo di superstizioni". La controversia fu in gran parte dovuta alle differenti interpretazioni sulla natura e sui fini dell’opera: se dovesse considerarsi un’esposizione di tecniche crittografiche presentate in un ambito magico con il coinvolgimento degli spiriti angelici, oppure un trattato di magia camuffato come crittografia. Apparentemente il libro espone come impiegare gli angeli per inviare a distanza messaggi segreti. Mentre i primi due volumi contengono dozzine di esempi di codici crittografici abbastanza semplici, dei quali comunque l'autore fornisce una spiegazione, il terzo è costituito da lunghe tavole di numeri, precedute da simboli zodiacali e planetari che fanno pensare a dati astrologici. Per secoli gli studiosi hanno discusso sulla possibilità che in questo volume non vi fosse alcun codice cifrato, ma venissero invece rappresentate operazioni alchemiche di interesse per gli occultisti. Nondimeno la prefazione del libro annuncia in modo provocatorio - anche se oscuro - la presenza di un messaggio nascosto. Il dilemma è stato risolto nel marzo del 1998 da Jim Reeds della AT&T Labs. In realtà, Thomas Ernst, un professore di tedesco, aveva risolto il problema, od almeno parte di esso, alcuni anni prima, quando era ancora studente. Egli descrisse la soluzione da lui proposta in un articolo apparso in tedesco sulla rivista olandese Daphnis nel 1996, ma evidentemente non riscosse la dovuta attenzione. Con notevole ingegno e perseveranza, Ernst e Reeds sono riusciti a scoprire la chiave nascosta ed a rivelare il messaggio. Si tratta invero di un testo abbastanza confuso, come se alcune parti si fossero perdute; quello che rimane è formato da frasi comuni in latino e tedesco della quali, per esempio, una suona più o meno così: "il latore di questa lettera è un brutto furfante ed un ladro". Ciò che è interessante è che il testo in questione è nascosto in un documento che trasporta un contenuto di informazione del tutto diverso. Peraltro il contenuto astrologico è stato preso sul serio da molti, tanto che alcuni siti su Internet, dedicati al soprannaturale, contengono interpretazioni occultistiche del terzo libro della Steganographia. La steganografia è oggi scienza sorella della crittografia; il suo scopo è quello di nascondere un messaggio segreto dentro un messaggio palese, in modo tale che passi del tutto inosservato. Questa possibilità è molto importante, ad esempio, per la protezione del copyright. Se catturate dalla rete, senza autorizzazione, una foto che vi piace e la pubblicate, state attenti che abilmente occultato in essa può esservi il nome, o il logo, dell'autore. Per ottenere questo risultato si cambia il colore di una piccola percentuale di pixel, in modo tale che l'immagine ritoccata risulta indistinguibile dall’originale per l'occhio umano; trattando però l’immagine ritoccata con un apposito programma, ecco che da essa scaturiscono, come per miracolo, il testo o la figura nascosti. Si può ottenere questo risultato con qualsiasi trasmissione digitale di dati. Pettegoli dicono che negli anni '80, Margaret Thatcher, preoccupata per la fuga di notizie riservate, lasciate filtrare alla stampa da parte di suoi non troppo fedeli collaboratori, fece programmare i loro word processor in modo che il nome dello scrivente fosse codificato nella spaziatura delle parole. Stando alle quotidiane polemiche sulla fuga di notizie nel nostro bel paese, l’idea potrebbe essere presa in considerazione, anche se le "informazioni ottenute da fonte autorevole ma coperta da segreto professionale" sembra siano generalmente sussurrate all’orecchio.
In rete si trova il programma (di publico dominio) steghide che occulta un messaggio segreto in una immagine jpg.
Se volete nacondere segreto.txt in roma.jpg, attivate una shell con cmd o command, e scrivete:
steghide embed -cf roma.jpg -ef segreto.txt
Chi riceve roma.jpg, deve dare il comando:
Qui sotto vedete una bellissima icona di Elia. Una delle due immagini (quella a sinistra) contiene un messaggio segreto, inserito con steghide. Provate a scoprirlo: la pass è sonocurioso. Nella directory di lavoro si troverà un file dal nome testo.txt.
Vi verrà chiesta una password con riconferma, supponiamo sia okvabene. Questa parola va condivisa con la persona cui inviare il messaggio.
steghide extract -sf roma.jpg
e inserire la parola convenuta okvabene.
Nella directory di lavoro troverà segreto.txt
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Chi è interessato può consultare la tesi di una mia ex-allieva, la dottoressa Serena Longhini:
Procedure stenografiche e protocolli specali per l'occultamento e la trasmissione dei dati