Nato il 28 dicembre 1903 e morto l'8 febbraio 1957, fu un matematico ungaro-americano che diede importanti contributi in matematica, logica, fisica quantistica, meteorologia, informatica, e teoria dei giochi. Era noto fin da giovane per la memoria fenomenale e per la velocità con cui assorbiva idee e risolveva problemi. Nel 1925 conseguì la laurea in ingegneria chimica presso l'Istituto di Zurigo e nel 1926 il dottorato in matematica all'Università di Budapest. La sua tesi di dottorato sulla teoria degli insiemi fu un contributo importante in materia. All'età di 20 anni, von Neumann propose una nuova definizione di numeri ordinali che fu adottata universalmente. In quegli anni diede molti contributi alla matematica sia pura sia applicata che lo indicarono come un matematico di eccezionale profondità. Il suo "Fondamenti matematici della meccanica quantistica" (1932) fornì una solida struttura alla nuova disciplina scientifica. In questo periodo dimostrò anche il teorema Min-Max della Teoria dei giochi. Gradualmente proseguì il suo studio nella teoria dei giochi, e con Oskar Morgenstern come coautore scrisse "Teoria dei giochi ed economia" (1944).
Nel 1930, von Neumann si trasferì negli Stati Uniti, diventando visiting lecturer all'Università di Princeton; qui divenne professore nel 1931. Fu uno dei primi sei docenti di matematica nel 1933 nell'Istituto per la ricerca avanzata appena fondato a Princeton, posizione che mantenne per il resto della sua vita. Diventò cittadino americano nel 1937. Negli anni '40 e '50, von Neumann fu uno dei pionieri dell'informatica. Diede importanti contributi allo sviluppo del disegno dei circuiti, contribuì alla teoria degli Automi cellulari, sostenne l'adozione del bit come misura della memoria dei computer. Inoltre, il suo impegno attrasse l'interesse degli altri matematici e accelerò lo sviluppo dell'informatica.
Durante e dopo la II guerra mondiale, von Neumann lavorò come consulente delle forze armate: i suoi importanti contributi inclusero una proposta del metodo di implosione per ottenere un'esplosione nucleare e la dimostrazione della possibilità della bomba a idrogeno. Nel 1955 fu segnalato alla Commissione per l'energia atomica, e nel 1956 ricevette il premio Enrico Fermi. Fu uno degli ultimi tra gli scienziati contemporanei veramente interdisciplinari.